Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi è a Muscat per discutere del futuro di Hormuz
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Muscat, capitale dell’Oman, alla guida di una delegazione diplomatica per discutere del futuro dello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna.
Secondo il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaiel Baghaei, la visita rappresenta «la prosecuzione delle consultazioni avviate con l’Oman negli ultimi due mesi sullo Stretto di Hormuz», uno dei «punti chiave del memorandum d’intesa per porre fine alla guerra».
Baghaei ha affermato che l’Iran «si è assunto chiaramente la responsabilità di definire accordi ordinari e di garantire i servizi marittimi connessi al traffico navale nello Stretto di Hormuz», assicurando che Teheran è «molto determinata» a rispettare gli impegni assunti.
In base al memorandum, l’Iran deve coordinarsi e cooperare con l’Oman sulla gestione dello Stretto. Finora, ha aggiunto il portavoce, si sono già svolti diversi round di colloqui tecnici sia a Teheran sia a Muscat.
La visita avviene dopo che il rappresentante permanente iraniano all’Onu, Amir Saeid Iravani, aveva chiesto alle Nazioni Unite di fermare gli attacchi degli Stati Uniti, minacciando il mancato rispetto dell’accordo di giugno qualora Washington non avesse interrotto le operazioni militari.
Iran e Oman stanno negoziando un protocollo di sicurezza per disciplinare la navigazione nello Stretto dopo le restrizioni imposte dai Guardiani della Rivoluzione iraniani. Tre settimane fa Muscat ha inoltre introdotto un corridoio marittimo temporaneo, esente da pedaggi, per agevolare il transito lungo la strategica via d’acqua, attraverso la quale prima dello scoppio della guerra transitava circa un quinto del petrolio mondiale.



